Che impatto avrebbe l’invenzione della fusione fredda su Bitcoin?
Prendo spunto da una domanda fatta nell’ormai lontano 2015 da un certo Matt Peoples su Quora in considerazione di quello che sta accadendo in questi giorni, vale a dire l’annuncio che verrà fatto domani, 13 Dicembre 2022. Domanda anche ripresa su Reddit in un recente passato.
A dire il vero negli ultimi anni sono già stati fatti passi avanti verso la fusione nucleare, con relativi annunci. Ma come detto, piccoli passi, per cui aspettiamo e vediamo cosa uscirà dal Dipartimento per l’Energia USA, se un piccolo passo o la tanto attesa e sognata svolta.
Mining di Bitcoin
Ecco la domanda quindi. Cosa succederebbe al mining di Bitcoin se l’umanità scoprisse una qualche forma di energia infinita estremamente economica, come ad esempio la fusione nucleare?
Ed ecco la risposta che Peoples stesso fornisce.
“Ciò che accadrebbe è che l’hashrate della rete aumenterebbe, rendendo il mining più difficile per una persona media. La maggior parte dei miners di bitcoin si trova già in aree del mondo con l’elettricità più a basso costo poiché il tasso di rendimento e i profitti sono più alti in quei luoghi.”
“L’elettricità quasi gratuita in tutto il mondo consentirebbe alle aziende che producono ASIC (minatori) di estrarre ovunque.”
“Sarebbe quasi garantito un profitto poiché non ci sono costi operativi, se non quelli iniziali, anche se potrebbero essere necessari molti, molti anni per raggiungere un ritorno sull’investimento nell’hardware (poiché la difficoltà aumenterà a causa di più minatori che entrano in scena).”
“Fondamentalmente la messa in pratica della fusione nucleare sarebbe un bene per Bitcoin. Diventerebbe più decentralizzato e più resistente a un attacco del 51% da parte di un gruppo proprietario di una grande mining farm. Ciò potrebbe avere infine un effetto positivo sul prezzo di Bitcoin, poiché l’attacco del 51% è un difetto fondamentale nel protocollo.”
Ecco quindi l’opinione di Peoples su Quora, opinione che a mio avviso ha lacune evidenti ma che comunque mette sul piatto un argomento fondamentale. Ma talmente grosso e importante da rendere difficile ogni previsione accurata su quello che sarà per Bitcoin.
In realtà con la fusione nucleare cambierebbe proprio il mondo, non solo il modo di minare Bitcoin. Pensiamo agli equilibri di potere basati sul petrolio. Dal petrolio stesso derivano dinamiche geopolitiche internazionali, è facile prevedere che l’introduzione di un’energia abbondante e a basso costo spariglierebbe il tavolo.
Energia a basso costo, non gratis
Quello appena espresso è uno degli appunti che si possono muovere a Peoples. Con la fusione nucleare non parleremmo comunque di energia gratuita o quasi, ma di costi più bassi. E comunque neppure subito, ma nel giro di anni.
Se domani annunciano la fusione nucleare, l’industrializzazione della stessa e lo scarico a terra richiederebbe tempo. E ingenti investimenti, tra personale, strutture etc, che renderebbero quindi l’energia non gratuita, ovviamente.
Hardware per mining
Un altro elemento fondamentale da considerare è la tecnologia hardware per il mining. Gli ASIC.
Oggi hanno un determinato costo giustificato solo da certe condizioni di costo di energia e Bitcoin stesso. L’energia troppo costosa rende il mining non profittevole, a maggior ragione a prezzi bassi del Bitcoin. Se il prezzo dell’energia fosse basso, e soprattutto democraticamente basso, non solo nei deserti o in certi Paesi, allora diventerebbe conveniente anche per piccole aziende e privati avere un ASIC. Forse, o forse no.
Perchè a quel punto il mining diventerebbe più complicato, l’hashrate salirebbe di molto e l’equilibrio tra costo ASIC e reward mining nuovamente in discussione. Senza considerare che si andrebbe incontro a breve ad una grossa scarsità di componenti come i semiconduttori. Dinamica già odierna, figuriamoci con un ASIC in ogni garage.
Anche in questo caso avremmo un collo di bottiglia, uno prevedibile quanto meno. Chissà quanti altri.
Mondo nuovo
Non mi avventuro in questo post a immaginare le vicende politiche e geopolitiche, davvero inimmaginabili. Dalla messa in discussione del petrolio fino al sistema monetario per come lo conosciamo. Passando per nuove guerre e nuovi Paesi ricchi e poveri.
Per cui mi piace pensare che l’impatto della fusione nucleare su Bitcoin sarebbe positivamente enorme. Ma in verità potrebbe anche esserlo negativamente. Intanto, aspettiamo domani.
